PALLE DI PELO:

Come abbiamo aumentato del 44% il fatturato senza aumentare il budget pubblicitario.

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Cliente

Un eCommerce di pet care con una community costruita in casa.

Palle di Pelo è un negozio online di strumenti e cosmesi per la cura del manto e l’igiene di cane, gatto e coniglio. Dietro c’è Sara, toelettatrice professionista e volto del brand: produce i contenuti, sceglie i prodotti, spiega come si usano e risponde di persona ai messaggi di chi compra. Il brand nasce dalla rivendita e negli anni si è costruito una linea propria, che oggi vale la maggior parte del fatturato.

La cosa che colpisce di più, arrivando da fuori, è la community. L’ha costruita interamente Sara, in modo organico, e porta al sito moltissimo traffico a fronte di un investimento pubblicitario molto contenuto. Il problema era un altro, e non si vedeva guardando il fatturato che intanto saliva: quasi tutte le persone compravano una volta sola.

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La sfida

Il problema dichiarato e quello reale.

Percepito

Cosa pensava Palle di Pelo di dover risolvere

La richiesta non era un intervento preciso: «voglio crescere senza rovinare i margini». Quello che mancava era la diagnosi.

  • Sara sapeva di voler crescere, ma non sapeva quale fosse il problema né cosa servisse per sbloccarlo.
  • Il controllo sulla marginalità veniva prima di tutto: non era disposta a comprare crescita a qualunque costo.
  • C’era una preoccupazione dichiarata subito: non voleva essere presa in giro, voleva capire cosa si stava facendo, perché, e a che punto fossero le cose.

Reale

Cosa abbiamo capito insieme

Il dato che saltava all’occhio era il riacquisto quasi assente. Ma la causa non era il rapporto con i clienti: era il carrello.

  • La grande maggioranza degli ordini conteneva un prodotto solo, lo slanatore che ha reso famoso il brand.
  • È uno strumento e dura per anni: chi lo comprava risolveva il suo problema e non aveva più motivo di tornare.
  • Nel catalogo c’erano già shampoo, balsami e lozioni, cioè i prodotti che si consumano e si ricomprano.
  • Non mancava qualcosa da vendere: mancava il modo di farlo vedere.
Il metodo

Sistemare quello che rendeva poco, invece di comprare crescita.

Il principio guida è stato uno: non comprare la crescita. Con una community così forte e una spesa pubblicitaria così contenuta, la strada facile sarebbe stata alzare il budget e scalare. Abbiamo fatto il contrario, cioè tenere la spesa quasi ferma e lavorare su quello che c’era già e non stava rendendo. C’è un secondo aspetto che qui pesa quanto il primo: la preoccupazione di Sara non era una formalità e non poteva essere sciolta a parole. Per questo la diagnosi è diventata un documento completo, con ogni numero e la sua fonte, e la gestione quotidiana è finita dentro un piano condiviso in cui lei vede in anticipo cosa si fa e perché.

Fase

Applicata a Palle di Pelo

Diagnosi

Audit completo su vendite, catalogo, lista contatti, pubblicità, social e sito. Da qui è emersa la causa vera del mancato riacquisto: non la relazione col cliente, ma la composizione del carrello.

Pianificazione

Un piano mensile condiviso con Sara: temi e date delle newsletter, orari di invio, quando escono le email promozionali di ciascun prodotto, priorità della settimana successiva.

Implementazione

Comunicazione pubblicitaria spostata sui prodotti che si consumano, percorso di automazioni email costruito da zero, vendite abbinate sul sito, soglia di spedizione gratuita riportata a un livello raggiungibile.

Ottimizzazione continua

Lettura mensile dei numeri e scelta stagionale dei prodotti da spingere, fatta insieme a lei.

Su un progetto con queste basi, scalare sarebbe stato il modo più rapido per far salire il fatturato, e altrettanto rapido per far salire il costo di acquisizione. La scelta è stata sistemare prima ciò che rendeva poco.

Interventi

Gli interventi, e il perché di ognuno.

Nessun aumento di budget: solo interventi su quello che c’era già. Far incontrare a chi entrava per lo strumento anche i prodotti che si consumano.

Contenuti pubblicitari con una logica propria

Abbiamo costruito una matrice di contenuti dedicata solo alla pubblicità: leve scelte una a una e caratteristiche da valorizzare prodotto per prodotto, con la scelta stagionale fatta insieme a Sara. Le campagne invece restano due, acquisizione e retargeting, che qui rende molto.

Le email, praticamente da zero

Le automazioni esistevano ma erano una sola email, e di fatto non producevano niente. Abbiamo costruito un percorso completo, dal primo contatto fino al riacquisto. Sara aveva già un quiz che chiedeva di che animale si prende cura, ma quell’informazione restava inutilizzata: adesso la sequenza di benvenuto cambia in base all’animale, così il primo messaggio parla del suo cane o del suo gatto e non di un catalogo.

Un calendario di newsletter che spiega

Accanto alle automazioni abbiamo messo un calendario di newsletter con una rubrica informativa, perché in un settore in cui il cliente cerca consigli la relazione si coltiva spiegando, non scontando. Vale la pena dirlo: Sara era convinta che le email non funzionassero. Strada facendo ha cambiato idea.

Alzare il carrello

Sul sito abbiamo inserito vendite abbinate e proposte di prodotti complementari, per far incontrare a chi entrava per una cosa anche le altre categorie. In parallelo l’analisi ha mostrato che la soglia per la spedizione gratuita era molto più alta di quanto le persone spendessero davvero, quindi di fatto irraggiungibile. Abbiamo proposto di abbassarla, e da leva finta è diventata una leva vera.

Risultati

I numeri, letti nel contesto.

Non raccontano un aumento di spesa: raccontano cosa succede quando si sistema quello che c’è già invece di comprarne di nuovo. Confronto tra i primi quattro mesi di collaborazione (1 maggio → 31 agosto 2026) e lo stesso periodo dell’anno precedente.

Fatturato

+44%

Spesa pubblicitaria

+14%

Clienti che tornano

+33%

Quota di fatturato dalle email

~1% → ~7,5%

Come leggerli, in tre punti:

  • Il fatturato è cresciuto più di tre volte più in fretta della spesa pubblicitaria, che continua a pesare circa il 7% del giro d’affari: questa crescita non è stata comprata.
  • Clienti che tornano in crescita di un terzo, scontrino medio che passa da un calo del 9% a una crescita del 6% e conversione in salita del 7%: sono i segni che il carrello ha smesso di essere fatto da un prodotto solo.
  • I flussi email sono accesi da fine luglio: quella quota è stata prodotta in circa un mese di lavoro dentro un periodo di quattro.
La voce

“

Mi sto trovando davvero molto bene! Mi sono sempre rapportata direttamente con Christian e devo dire che mi sono trovata benissimo. È una persona davvero carina, disponibile e sempre pronta ad aiutare quando ne ho bisogno. Mi sento ben seguita e, soprattutto, quando c’è qualche problema sono veloci nel cercare una soluzione.

In questo periodo stiamo anche rifacendo una parte del sito e, dalle prime bozze che ho visto, il risultato sembra davvero promettente. Anche nella parte di creazione mi sto trovando bene: c’è disponibilità, ci si confronta e le cose vengono portate avanti abbastanza velocemente.

Sono davvero contenta della scelta e mi fa piacere avere una persona come Christian come riferimento, perché so di poter contare su di lui quando ne ho bisogno.

SDS

Sara De Sabata

Founder Palle Di Pelo

Oggi e prossimi passi

La collaborazione oggi.

Siamo al quinto mese di lavoro e la collaborazione prosegue. La fase che si apre adesso è quella che l’audit aveva messo dopo le fondamenta.

I prossimi passi:

  • Riprendere in mano il sito: riorganizzare la navigazione per renderla più semplice, come progetto da costruire insieme a Sara e non come lista di correzioni.
  • Allargare il lavoro sulle email: i flussi girano da poche settimane e il margine di crescita è ancora quasi tutto lì.
  • Spostare peso sui prodotti che si consumano: è il motore del riacquisto, e quindi della crescita sostenibile.

Il team Notoria sul progetto

Chi ci ha lavorato.

Christian Maresca

Direzione del progetto. Ha tenuto la regia delle attività sul cliente e il coordinamento del resto del team.

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Mattia Soffianti

Email marketing. Ha sviluppato le automazioni e le email, dalla sequenza di benvenuto differenziata per animale al calendario delle newsletter.

Matteo Ferrara

Creatività advertising. Ha costruito lo studio e la matrice dei contenuti pensati per le campagne, insieme alla scelta stagionale dei prodotti da promuovere.

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