INFANTS STORE:
Infants Store nasce nel 2019 a Pagani, vicino Salerno. L’hanno aperto Giuseppe e Daniela quando è nato il loro primo figlio, perché volevano per lui qualcosa che nei negozi non trovavano. Oggi fanno tutine, corredini, zainetti per l’asilo, copertine, regali di nascita. Ogni pezzo porta ricamato sopra il nome di un bambino, quindi ogni pezzo è diverso da tutti gli altri.
In sei anni hanno costruito due cose che con i soldi non si comprano: un nome che in questa nicchia conta più del prezzo, e migliaia di mamme che li seguono sui social, commentano e mandano le foto dei figli. Quando siamo arrivati noi, l’azienda funzionava già. Mancava il modo di guidarla.
Percepito
La richiesta era semplice: «aiutateci a spingere sul back to school». Per loro era una questione di benzina.
Reale
Abbiamo aperto due anni di dati del loro negozio e ne è uscita un’altra storia. Non era un problema di pubblicità. Era un problema di organizzazione.
La tentazione, in un progetto così, è partire subito dalle campagne, perché sono quelle che si vedono muovere in fretta. Abbiamo fatto il contrario. Il lavoro più pesante non è stato fare, è stato decidere cosa fare e in che ordine. E la cosa che ha cambiato il progetto non è stata una campagna: è stato il piano commerciale. Un documento che dice cosa esce, quando, a chi parla e chi lo prepara. Prima non c’era, e senza quello ogni attività restava un episodio a sé.
Fase
Applicata a Infants Store
Diagnosi
Due anni di vendite letti riga per riga, insieme all’account pubblicitario e al catalogo. Tre numeri hanno deciso il resto: due clienti su cento tornano entro l’anno, chi compra una volta sola vale 52 € mentre chi compra almeno due volte ne vale 113, e un solo prodotto si prendeva oltre 81.000 visite.
Pianificazione
Il piano commerciale dei cinque mesi: cosa lanciare, quando, con quali materiali e chi se ne occupa. E la divisione dei tre tipi di persone che fino ad allora ricevevano tutte lo stesso messaggio: chi compra per il proprio figlio, chi compra per fare un regalo, i nonni.
Implementazione
Le campagne staccate dal prodotto che tirava, per dare uno spazio fisso a quelli che nessuno aveva mai spinto. I contenuti pubblicitari costruiti su misura per i tre tipi di persone. Il budget alzato un pezzo alla volta dentro i mesi caldi, mai tutto insieme.
Ottimizzazione continua
Ogni mese si rivedono le priorità: quello che è rimasto fermo torna in cima o esce, invece di restare a metà. E i risultati si leggono prodotto per prodotto, non solo campagna per campagna.
Spingere di più sarebbe stato più facile, e per un’estate avrebbe anche funzionato. Ma a settembre l’azienda sarebbe stata esattamente dov’era prima: con il fatturato appeso a tre mesi e a un prodotto solo.
Quattro fronti, tenuti insieme da un documento solo. Prima l’ordine, poi il budget.
È il pezzo che tiene insieme tutto il resto: il calendario dei cinque mesi, con ogni uscita di prodotto trattata come un lancio vero, cioè una data, un messaggio, le persone a cui parla, i canali e i materiali. Per la prima volta Giuseppe e Daniela hanno avuto in un unico posto tutto il previsto, cosa era già partito e cosa veniva prima. Non è un documento da agenzia: è lo strumento con cui decidono.
L’account era costruito quasi tutto attorno allo stesso prodotto. L’abbiamo rifatto dividendo le campagne per famiglia di prodotto e per tipo di persona, così anche gli articoli che prima comparivano per caso hanno avuto uno spazio fisso. Il budget è stato alzato poco alla volta dentro i mesi caldi: volevamo capire quali prodotti reggevano la spinta prima di caricarli.
Un prodotto che non hai mai spinto non si vende mettendolo dentro una campagna: va raccontato. Abbiamo costruito lo schema con cui si scrivono e si girano i contenuti pubblicitari, separando il messaggio per chi compra per il proprio figlio, per chi compra un regalo e per i nonni. Lo stesso zainetto detto a una mamma e detto a una nonna sono due contenuti diversi. Fino a quel momento era uno solo.
Non abbiamo rifatto le email automatiche: rimettere mano al sistema che parla ai clienti mentre si prepara il mese più importante dell’anno era un rischio inutile. È cambiato quanto spesso, e perché, Infants Store scrive alle proprie persone, con un calendario di comunicazioni regolari agganciate alle uscite e ai momenti della stagione. La lista c’era già. Prima veniva usata a singhiozzo.
Non raccontano una spesa più alta: raccontano che l’ordine messo all’inizio si è visto alla fine. Confronto tra aprile e agosto 2026 e lo stesso periodo dell’anno prima.
Fatturato del negozio
+20%
Fatturato dalle email
+87%
Spesa media per ordine
+9%
Visitatori che comprano
+4%
Speso in pubblicità
+7%
Come leggerli, in tre punti:
“
Ci siamo affidati a Notoria per l’analisi e l’implementazione dei flussi email automatizzati: la necessità era capitalizzare il traffico del nostro eCommerce, che prima veniva in gran parte perso e mai più recuperato. Il team si è subito impegnato a conoscere la nostra realtà, il nostro mercato e la customer journey, e ha costruito una vera strategia di email automatiche in linea con le nostre esigenze, con la massima disponibilità a rivedere ogni azione. Dopo il loro lavoro abbiamo visto un aumento degli ordini e un recupero di contatti, e continueremo la collaborazione per affinare sempre di più le comunicazioni.
YG
Yari Guidoboni
MatericaSHOP
Siamo al sesto mese di lavoro insieme. Nel frattempo è successa una cosa che non era in nessun piano: il 9 settembre 2026 Infants Store ha aperto il suo primo negozio fisico. Il merito è loro. Ma cambia le domande, perché un negozio ha le sue stagioni e i suoi clienti che non passano mai dal sito, e va tenuto dentro lo stesso piano invece che accanto.
L’estate intanto è passata e ci spostiamo dove i dati indicavano dal primo giorno: sui mesi in cui Infants Store vende meno e sulle persone che hanno già comprato una volta.
I prossimi passi:
Il team Notoria sul progetto
CEO. Tiene il rapporto con Giuseppe e Daniela e ha portato il piano commerciale dentro le decisioni dell’azienda, non solo dentro le campagne.
Direttore agenzia. Ha costruito il piano dei cinque mesi, assegnato le priorità e tenuto ogni mese la verifica di cosa era partito e cosa no.
Creative strategist. Ha costruito lo schema dei contenuti che separa il messaggio per i genitori, per chi fa un regalo e per i nonni.
Grafica ed email marketing. Ha lavorato sulle email e sui materiali delle uscite di prodotto previste dal piano.
Google Ads. Ha sviluppato le campagne sulla domanda consapevole, per intercettare chi cerca già i prodotti di Infants Store.
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